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TRIBUNALE / Montefiascone

Benzinaio rapinato e pestato per 400 euro, a processo uomo di Montefiascone

L'imputato, insieme a un complice, è entrato in azione armato di pistola

A processo con giudizio immediato uno degli autori della rapina a mano armata a un distributore di benzina di Montefiascone. Stralciata, invece, la posizione del complice che ha optato per riti alternativi. Durante l'udienza di ieri, la prima, sono state ammesse le prove tra cui i video delle telecamere di sorveglianza del comune che hanno incastrato i due rapinatori, entrambi italiani e residenti nella cittadina falisca. È grazie a quelle immagini che il primo novembre scorso i carabinieri sono riusciti a risalire all'auto usata per il colpo, nonostante avesse targhe rubate, e poi a individuare i due uomini entrati in azione con una pistola e camuffati con tute e mascherine Covid.

La prossima udienza del processo a carico di D.M., difeso dall'avvocata Orietta Celeste, è prevista per il 22 ottobre quando saranno sentiti tre dei militari che hanno condotto le indagini. La vittima, un benzinaio nigeriano riempito di botte e che non si è costituito parte civile, verrà ascoltata dal collegio dei giudici del tribunale di Viterbo il 19 novembre prossimo quando potrebbe arrivare anche la sentenza.

L'addetto alla stazione di servizio di via Santa Maria delle Grazie nel chiedere aiuto ai carabinieri ha ricostruito così quanto avvenuto nella mattinata dello scorso 13 ottobre. Mentre era al lavoro alla pompa di benzina, ha visto arrivare a forte velocità un'auto di colore bianco che si è fermata nel piazzale a pochissimi metri dal gabbiotto in cui si trovava. Dalla macchina sono scesi due uomini armati di pistola e nascosti in tute protettive sanitarie bianche, che gli hanno intimato di consegnare le chiavi della cassa self-service del distributore automatico. I rapinatori, una volta capito che non c'era nessuna chiave, si sono scagliati con violenza contro di lui colpendolo con calci in faccia e pugni e sottraendogli quanto in suo possesso: 400 euro, parte dello stipendio di un mese prelevato la sera prima.

Durante le indagini sono state trovate e sequestrate la pistola usata per il colpo, rivelatasi una scacciacani senza tappo rosso, le tutte Covid e le targhe false montate sulla macchina per darsi alla fuga.

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