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Sabato, 15 Giugno 2024
L’ALLARME

Suicidi, atti di autolesionismo e aggressioni in aumento in carcere: è allarme

La situazione è diventata preoccupante non solo a Viterbo, ma in tutto il Lazio. Sindacati e politica lanciano l'allarme e chiedono un tavolo con il minstro Nordio

La situazione nelle carceri di Viterbo e più in generale nel Lazio, continua a destare preoccupazione. Il sovraffollamento negli istituti penitenziari, la popolazione carceraria che continua a crescere, e il problema di una disponibilità minore di agenti della polizia penitenziaria rispetto alle reali necessità, stanno diventando un vero e proprio allarme. Nel carcere di Mammagialla da tempo ormai si registrano atti violenti da parte dei detenuti ai danni di altri detenuti o degli agenti della penitenziaria, e solo poche settimane fa si è arrivati addirittura a registrare un omicidio. Suppellettili bruciati, risse, aggressioni fanno ormai parte della quotidianità. I sindacati ormai da tempo hanno più volte lanciato l'allarme, ma il problema del malessere all'interno degli istituti penitenziari sembra non essere limitato al carcere viterbese. 

L'ultimo episodio di violenza

L'ultimo episodio di violenza degno di nota è avvenuto nel carcere di Civitavecchia dove "un detenuto ha causato esplosioni lanciando bombolette incendiarie e barricandosi in cella. Un rappresentante Cgil sarebbe rimasto ferito in seguito all'incidente" raccontano i rappresentanti della sigla sindacale.

"Questo grave episodio sottolinea ancora una volta l'urgente necessità di rivedere e potenziare le misure di sicurezza a tutela del personale penitenziario - commentano - Fortunatamente la professionalità del personale di polizia è riuscito ripristinare l’ordine e la sicurezza senza ulteriori feriti". 

Chiesto un tavolo di confronto

Mirko Manna, coordinatore nazionale comparto sicurezza Fp Cgil, insieme a Ciro Di Domenico, coordinatore regionale del Lazio, hanno lanciato un appello al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e al capo del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, chiedendo una  convocazione immediata di un tavolo di confronto. L'obiettivo è discutere e implementare soluzioni efficaci per prevenire futuri eventi critici, garantendo così un ambiente di lavoro sicuro per il personale, non basta un manuale se poi non si dispongono corsi di formazioni e circolari attuative.

Un appello anche dalla Regione Lazio

"La situazione delle carceri desta preoccupazione in tutto il Paese e anche nella nostra Regione dove il sovraffollamento cresce più che altrove -dichiara l’assessore al Personale, alla sicurezza urbana, alla polizia locale e enti locali della Regione Lazio, Luisa Regimenti - Purtroppo, sono in aumento i suicidi, gli atti di autolesionismo, le aggressioni alla polizia penitenziaria. Una condizione di grave malessere che va affrontata al più presto. Per questo convocherò quanto prima il tavolo interassessorile in Regione Lazio per introdurre tutte le misure necessarie per migliorare le condizioni dei detenuti e per favorire il reinserimento dei detenuti nella società, una priorità per il nostro sistema carcerario e giudiziario". 

Garantire alla popolazione carceraria condizioni di vita accettabili è una questione di dignità e civiltà. "Abbiamo stanziato 500mila euro nell'ultimo bilancio regionale per favorire l'accesso all'istruzione e al lavoro dei detenuti che devono uscire dal carcere con la possibilità di cominciare una vita nuova. La Regione Lazio sarà in prima linea per implementare gli strumenti a sostegno del reinserimento sociale dei detenuti" conclude l’assessore Regimenti.

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