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Sabato, 22 Giugno 2024
DA PALAZZO

Una parte della maggioranza scarica Sgarbi e spinge per la sua cacciata, Frontini respinge l'ipotesi per trattenere Poggi

Mentre l'assessore alla Bellezza è sotto attacco, una fetta dei frontiniani lo vuole fuori dalla giunta

Il caso Sgarbi continua a far discutere in Comune, dove adesso la maggioranza si divide tra chi difende l’alleato di governo e chi, invece, lo scarica. Mentre la magistratura e la stampa bersagliano il critico d’arte, assessore alla Bellezza nel capoluogo, sulla storia del presunto quadro rubato di Manetti, una fetta dei frontiniani spinge per la sua cacciata. Del resto, la questione della tela - portata alla luce da Il Fatto Quotidiano e da Report - non è l’unica che coinvolge Sgarbi: ci sarebbe infatti una seconda indagine su un altro dipinto e, soprattutto, la presunta incompatibilità tra i suoi ruoli di relatore alle conferenze e gli incarichi politici al vaglio dell’Antitrust. 

Un insieme di vicende che non contribuiscono a rasserenare il clima intorno alla maggioranza, rovente dalla fine dell’anno, quando Bruzziches è passato all’opposizione. Dentro Viterbo2020, ormai, c’è chi si è fatto un’idea: “Più che un valore aggiunto, Sgarbi è stato un elemento di disturbo”, confessa a ViterboToday un consigliere. Nel mirino ci sono, al netto delle vicende dei quadri, le sue assenze ai lavori della giunta e del consiglio - per le quali l’assessore si è giustificato dicendo di aver comunque portato il proprio contributo all’amministrazione - e quell’uscita in Regione Lazio, quando prima annunció le sue dimissioni per ritirarle subito dopo. Tutti fattori che hanno portato l’opinione pubblica viterbese a fare delle considerazioni, scatenando i detrattori del sindaco, che l’hanno attaccata utilizzando spesso e volentieri le notizie riguardanti Sgarbi. 

Ora che la procura ha acceso i riflettori su di lui, un gruppo composto da alcuni consiglieri, tra i quali figurano peraltro esponenti di peso e considerati uomini di fiducia della prima cittadina, avrebbe deciso di scaricarlo, chiedendo a Frontini la sua testa. La risposta, tuttavia, non è stata quella sperata. Il sindaco ha respinto l’ipotesi senza mezzi termini, abbarbicandosi sulla sua posizione: prima il responso dall’Antitrust sull’incompatibilità, poi gli aggiornamenti sul fronte giudiziario per i due quadri. Solo quando saranno arrivati questi due elementi, allora Frontini deciderà il da farsi. Fonti autorevoli da palazzo dei Priori, però, sottolineano come un’eventuale cacciata di Sgarbi potrebbe avere delle ripercussioni anche sulla tenuta della maggioranza. Difatti, con Sgarbi se ne andrebbe anche il suo capogruppo in sala d’Ercole, Ugo Poggi, e i numeri dei frontiniani in aula si abbasserebbero ulteriormente passando a 18. In questi conto, attualmente, non è considerata Letizia Chiatti, formalmente ancora membro di Viterbo2020 ma ormai fuori dal progetto al punto di non presenziare più alle riunioni. In caso di addio di Poggi, allora basterebbe che un solo consigliere decidesse di abbandonare la nave e l’amministrazione si schianterebbe.

Un’eventuale defenestrazione di Sgarbi, ad oggi, appare quindi del tutto impossibile. Il tutto per preservare gli equilibri di palazzo e tenersi ben stretto Ugo Poggi, consigliere che in passato - a causa di dichiarazioni un po’ esuberanti - ha creato diversi problemi ma che ora si rivela di fondamentale importanza.

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