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ISTRUZIONE

Il 50% delle scuole della Tuscia rischia di chiudere, in un anno 650 alunni in meno

Consiglio provinciale con l'assessore Giuseppe Schiboni della Regione: dimensionamento scolastico al centro. Presentate le nuove linee guida: mercoledì la bozza per le osservazioni. Buone notizie dal provveditore Peroni: "Garantita l'apertura di tutte le prime classi per il prossimo anno"

"Dimensionamento scolastico non più sul numero degli studenti ma guardando alle esigenze dei comuni e del territorio". L'assessore regionale alla Scuola Giuseppe Schiboni in consiglio provinciale per presentare la bozza della Pisana di quella che definisce una "nuova metodologia" nel processo di razionalizzazione e programmazione della rete scolastica del Lazio.

Ad aprire i lavori il presidente della Provincia di Viterbo, Alessandro Romoli. "A causa della denatalità - afferma - nella Tuscia si fatica a comporre anche classi di scuola primaria. Un fenomeno che ci preoccupa molto e che porta con sé grandi problemi, riscontrabili anche a breve. A rischio la chiusura di quasi il 50% delle scuole della provincia, con intere aree che resteranno senza quello che è un presidio di comunità, che dà senso di appartenenza ma anche appeal per nuovi investimenti".

Ad illustrare questa "nuova metodologia" nel dimensionamento scolastico è l'assessore Schiboni. "Deve tener conto - spiega - di tutte le problematiche del territorio e non solo del numero degli studenti. Ossia delle dinamiche sociali, dei bisogni degli studenti e del loro diritto all'istruzione, di collegamenti e trasporti, del trend demografico per una coerente distribuzione degli studenti tra autonomie scolastiche, della dotazione strutturale degli edifici, dell'organizzazione dei servizi complementari, della valorizzazione delle funzioni di servizio che ciascuna istituzione svolge, delle reali opportunità per i giovani nel contesto lavorativo".

Linee guida contenute in una bozza sulla programmazione della rete scolastica per l'anno 2025/2026 che, assicura Schiboni, "entro mercoledì sarà inviata alla Provincia che così potrà condividerla con il Comuni, le parti sociali e tutti gli attori che fanno parte del mondo scuola". A tutti loro l'assessore chiede, "entro dieci giorni, di dare il proprio contributo con delle osservazioni affinché si possa arrivare a un dimensionamento scolastico frutto di una stretta concertazione che porti a una migliore ottimizzazione delle risorse scolastiche per garantire a bambini e ragazzi il diritto all'istruzione".

Schiboni ha infine rivelato: "Sogno scuole con mense, palestre e con mezzi di trasporto efficaci. Servizi che potrebbero essere concentrati in dei campus scolastici a cui faranno riferimento più comuni".

A riportare i numeri del dimensionamento è Agnese D'Alessio, dirigente regionale dell'area Istruzione e diritto allo studio. "Per l'anno scolastico 2025/2026 dovranno essere create 23 autonomie in tutto il Lazio, e la scelta sarà fatta direttamente dal territorio. Se lo scorso anno siamo riusciti a contenere la razionalizzazione alle scuole del primo ciclo, ora saranno toccate anche le superiori. A tal proposito si potrebbero creare dei poli di licei e istituti sulla base dei vari indirizzi".

Per la Cgil, intervenuta in aula, "il dimensionamento scolastico è sempre un danno, anche se con questa nuova metodologia resta contenuto". L'assessore Schiboni, nel rispondere, inviata a "cogliere questo cambiamento come l'opportunità di modificare il modello. Un modello nuovo e sfidante. Un 'modello Lazio' che punta anche a essere esportato".

Dal dirigente dell'ufficio scolastico della provincia di Viterbo, Daniele Peroni, buone notizie ma anche dati neri. "Nonostante il calo di circa 650 alunni nell'ultimo anno, siamo riusciti a garantire l'apertura di tutte le classi iniziali di ogni ciclo di studio per il prossimo anno".

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