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Domenica, 25 Febbraio 2024
SGARBI QUOTIDIANI

Sgarbi è diventato un problema ma Frontini lo conferma (per il momento). Lui attacca: “Bugie contro di me”

Frontini rinnova la fiducia al suo assessore, che nel frattempo si difende e lancia inquietanti sospetti

Malgrado gli avvisi di garanzia e le inchieste (non solo giornalistiche) contro di lui, Vittorio Sgarbi resterà nella giunta Frontini. Almeno per il momento, in attesa di capire come si configureranno le accuse mosse dalla stampa e dalla magistratura nei suoi confronti. A farlo sapere è direttamente Palazzo dei Priori, che ribadisce il concetto: è troppo presto per prendere decisioni, prima va capito se realmente Sgarbi abbia commesso reati oppure sia piombato con tutte le scarpe dentro ad un conflitto d’interessi tra i suoi ruoli istituzionali e gli incarichi privati per i quali ha ricevuto compensi. Una volta che la situazione si sarà delineata sotto tutti i punti di vista, allora il sindaco deciderà il da farsi. 

Ad ora, dunque, salvo dimissioni, Sgarbi resterà assessore alla Bellezza. Questo nonostante i malumori di un ristretto gruppo della maggioranza, che malvede la figura del critico d’arte non tanto per le ultime vicende ma per l’assenza cronica alla vita politica dell’amministrazione. In un anno di mandato, Sgarbi ha presenziato ad un solo Consiglio comunale. A ViterboToday, è stato lui stesso a rispondere a quelli che lamentavano le sue poche presenze:  "Io che sono assente ho fatto il Festival della Tuscia, che è una delle cose più alte che siano state fatte in Tuscia anche quando ero sindaco io a Sutri. Loro che sono presenti non hanno fatto niente di cui sia abbia memoria. Quindi non è che essere presenti significhi fare qualcosa, uno può essere presente e fare il custode o il casellante dell'autostrada. La presenza di una persona è la sua produzione intellettuale, non la sua presenza fisica. Io non so nulla di quello che hanno fatto i consiglieri presenti, mentre loro sanno quello che faccio io, che non ci sono. La vera presenza è la capacità di avere idee e non di essere fisicamente presente". Anche perché, questo va precisato, Sgarbi non percepisce un euro per la sua attività da assessore a Viterbo. 

Sicuramente, però, adesso il Vittorio nazionale è un problema non da poco per la giovane Chiara, impegnata a dover fare i conti con il primo anno della sua consiliatura tra alti e bassi, sbavature e idee geniali. L’impressione è che, proprio ora che il gioco si fa duro, con l’avvio dei cantieri Pnnr e i malumori di una parte della città, Sgarbi rappresenti più un freno che una spinta. Lo dimostra anche l’episodio delle dimissioni annunciate e poi ritirate dall’assessore davanti a tutti, in Regione, per un’incomprensione sull’autorizzazione ad un impianto fotovoltaico. Evento curiosamente avvenuto poco prima che venissero a galla le inchieste. In quell’occasione, oltre a Frontini, l’ex sindaco di Sutri aveva attaccato anche il ministro Pichetto Fratin e il presidente regionale Rocca. 

Se quella della prima cittadini ha i crismi della difesa d’ufficio, a fare da avvocato ci pensa lui stesso. Dalle colonne de Il Giornale, Sgarbi ha rilanciato la sua innocenza: “Le mie deleghe - scrive - riguardano i beni culturali. Quale sarebbe il conflitto con la giuria di Miss Italia? Dov'è il conflitto d'interesse tra il ruolo di Sottosegretario e la presentazione di una mostra su Andy Warhol (pagata da privati), una Lectio magistralis su Caravaggio (pagata da privati), la partecipazione a una mostra di artisti contemporanei (anch'essa pagata da privati) o uno spettacolo teatrale su Michelangelo?”. Per lui, non c’è alcun conflitto d’interessi: “Quella che, con artificiosa suggestione, viene definita da chi mi accusa come una «industria fondata sull'arte di procacciare attività», non è altro che una normalissima attività, come lo può essere quella del giornalista che partecipa a una conferenza, presenta un libro o porta in scena uno spettacolo teatrale. In nessuna circostanza, comunque, mi sono trovato in conflitto d'interesse con il ruolo istituzionale, tanto è vero che l'AgCom, con provvedimento del 17 maggio 2023, ha ritenuto insussistente qualsivoglia incompatibilità ai sensi della legge n. 215/2004”.

Anzi, Sgarbi racconta dei particolari che, qualora fossero autentici in tutto e per tutto, delineerebbero un fatto piuttosto inquietante:   “Tutto ha avuto inizio dal fraudolento accesso ad alcuni account di posta elettronica utilizzati per diffondere dei documenti anonimi e pieni di falsità”. Quella pubblicata sui giornali, infatti, sarebbe “una lettera anonima (per la quale è stata depositata una denuncia alla Polizia Postale) con allegati ottenuti violando apparecchi informatici e telefonici in uso al sottosegretario e ai suoi collaboratori, diffondendo altresì dati coperti dal vincolo della riservatezza e della privacy”. A prescindere da questo, il punto, per Sgarbi, è un altro: “Mai nessun rimborso per iniziative non istituzionali è stato chiesto dal Sottosegretario, né dai collaboratori del suo Ufficio, cosa facilmente riscontrabile dai documenti al ministero. Io viaggio con una mia auto e un mio autista, pagati da me, e nonostante la legge preveda che per le missioni possa avere il rimborso delle spese di carburante, non l'ho mai chiesto. Mai”. 

Lui rimarrà al suo posto (per il momento) in giunta a Viterbo. Ma è chiaro come sia necessario far chiarezza sulla vicenda, avvolta ancora da troppe ombre. Questo, è bene ripeterlo, sempre che Sgarbi non decida spontaneamente di dimettersi. Allora lì cambierebbero le carte in tavola.

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