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LA FESTA ATTESA / Centro Storico

San pellegrino in fiore si rinnova e scalda i motori: geometrie, colori, piante locali e lezioni di Sgarbi e Dario Fabbri

Un programma ricco per la 34esima edizione della kermesse florovivaistica viterbese: tutti i dettagli

Geometrie pitagoriche nelle piazze del quartiere medievale, colori armonici, piante dei vivai viterbesi ed eventi culturali. Per la sua 34esima edizione, un ritorno dopo più di cinque anni di attesa, San Pellegrino in fiore si rinnova e scalda i motori in vista dell’apertura, fissata per il primo maggio. La kermesse durerà fino al 5 maggio, giorno in cui ci sarà la cerimonia di chiusura. La speranza è quella di fare incetta di turisti visto il periodo, quello del ponte per la festa dei lavoratori.

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Questa mattina, in Comune, il ricco cartellone di appuntamenti è stato svelato. Il sindaco Chiara Frontini ha ringraziato l’ente autonomo di San Pellegrino in fiore, fondato negli anni ‘80 da Armando Malè, Fabio Fontana e Aldo Cannone: “Coloro sulle cui gambe la festa ha camminato per anni al punto diventare un punto di riferimento turistico, culturale, estetico e commerciale. Questi appuntamento è di nuovo possibile perché abbiamo lavorato per acquisire il marchio, un passaggio di consegne tra chi ha fatto nascere la festa e l’ente rappresentante della collettività che, con tanta umiltà e spirito di servizio, sta cercando di portarlo avanti”. Le ha fatto eco l’assessore allo Sviluppo economico, Silvio Franco: “C’è una dimensione estetica, tecnica e ovviamente botanica. Per una questione di efficienza e di ragionevolezza, abbiamo ritenuto giusto che fosse il vincitore del concorso ad assumersi la responsabilità della progettazione esecutiva e della direzione dei lavori. Visto l’investimento messo in campo, svolgere la festa dal 1 al 5 maggio è il tempo giusto per ammirare e fruire di queste installazioni. Sarà un volano straordinario per Viterbo, vogliamo estendere la bontà dell’evento anche dentro l’anno e vogliamo anche estendere il merchandising legato a San Pellegrino in fiore. Per questo abbiamo legato progetto all’anima medievale della città”. 

GALLERY | San pellegrino in fiore 2024: ecco come sarà

A spiegare nel dettaglio gli allestimenti ci ha pensato l’architetto Raffaele Ascenzi, vincitore del concorso d’idee: “Il visitatore troverà delle piante disposte in maniera tale che possano suggerire anche al tutista di andare a visitare quel che sta dentro gli edifici storici. Ci siamo rifatti a modelli presenti nelle nostre meravigliose chiese medievali. Il tema medioevo porta tutti a pensare agli ortus conclusus, ma noi abbiamo invece riproposto un basso medioevo, vicino al giardino rinascimentale. Soprattutto in Tuscia abbiamo importantissime espressioni del giardino all’italiana: Bomarzo, Villa Lante, Caprarola, Vignanello”. Le geometrie scolpite con fiori e piante si estenderanno in tutto il cuore medievale del centro storico. “A piazza del Gesù - spiega Ascenzi - ci sarà l’apertura. Intorno alle fontane, grandi anelli che ricalcano un pavimento cosmatesco. Ci siamo serviti di piante molto semplici, reperibili anche nei dintorni della città. Ci saranno ad esempio broccoli, verza, rosmarino e dei circuiti in ghiaia. A piazza della Morte, poi, il colore uniforme rosso a riempire il pavimento. Anche piazza san Carluccio ospiterà un rosso intenso, con l’aggiunta del verde lavanda. Poi piazza Scacciaricci, dove allestiremo il giardino dei veleni, un piccolo spazio con tutte le piante che venivano usate per fare infusi mortali o medicinali. Infine piazza san Pellegrino, dove uno stemma bellissimo coronerà la parte finale del nostro allestimento”. 

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Ci saranno gli espositori, sia locali che di fuori città. Ma non solo, perché avranno luogo anche degli eventi a sfondo culturale: il 3 maggio, Vittorio Sgarbi terrà una lexione sui legami di Viterbo con il medioevo e dunque con i fiori, mentre l’esperto Dario Fabbri terrà un’altra lezione sul ruolo di Viterbo nella geopolitica della seconda guerra mondiale, legandosi dunque alla bomba rinvenuta in via Alcide De Gasperi.

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