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IL CASO

A Viterbo il film di propaganda russa sulla guerra in Ucraina, Barelli a vescovo e sindaca: "Bloccate la proiezione"

Giacomo Barelli (Buona destra e Azione) sulla proiezione del "Testimone" al teatro San Leonardo: "Boicottiamo la propaganda filorussa, dalla città si levi un forte grido di sostegno al popolo ucraino"

A Viterbo il film "Il testimone", pellicola di propaganda filorussa sulla guerra in Ucraina. La proiezione è prevista per domenica 18 febbraio al teatro San Leonardo, stando a quanto si legge sul profilo X (Twitter) Donbass Italia il cui sito internet propone "video, documentari, interviste e reportage dal Donbass" sotto il claim "tutte le notizie censurate nel democratico Occidente".

Giacomo Barelli

A sollevare la questione è Giacomo Barelli, coordinatore nazionale della Buona destra e membro dell'assemblea nazionale di Azione, che fa sapere di aver appreso "con sgomento" quella che definisce l'"inopportuna proiezione, al teatro San Leonardo di proprietà della curia vescovile, del film di propaganda filorussa "Il testimone", pieno di falsità sulla guerra in Ucraina".

"Come cittadino italiano e viterbese e poi come politico membro dell'assemblea nazionale di Azione e coordinatore nazionale della Buona destra di Filippo Rossi esprimo - afferma Barelli - tutta la mia vicinanza e solidarietà al popolo Ucraino e la più forte condanna per l'evento in programma a Viterbo, chiedendo ai gestori del teatro San Leonardo e alla curia vescovile, in persona del vescovo Orazio Francesco Piazza, e a tutte le autorità competenti, a partire dalla sindaca Chiara Frontini, di intervenire per la cancellazione della concessione all'associazione per la proiezione del film".

Donbass Italia annuncia la proiezione del film Il testimone a Viterbo

Proiezioni del "Testimone" sono già state organizzate in varie città italiane. A Bologna e Torino, ad esempio, alla fine sono state annullate. "Non possiamo permetterci - continua Barelli -, in Italia e a Viterbo, questo precedente. Abbiamo il dovere di denunciare e opporci alla disinformazione russa in Italia e segnalare a tutte le istituzioni pubbliche e alle amministrazioni locali di porre l'attenzione verso la diffusione della propaganda di Mosca e delle manipolazioni del Cremlino che, come ha avuto modo di denunciare l'ambasciata ucraina in Italia, intossicano la società".

"Il testimone" è il primo film russo che parla della guerra in Ucraina. È uscito a Mosca ad agosto ed è finanziato dal ministero della Cultura russo. A Viterbo, stando al manifesto già pubblicizzato sui social, la proiezione è prevista in lingua originale con sottotitoli in italiano dopo l'introduzione di Antonello Giovanni Budano dei Costa volpara e gli interventi di Vincenzo Lorusso di Donbass Italia e Andrea Lucidi. "Quest'ultimo - sottolinea Barelli -, giornalista freelance attivo in Donbass e con posizioni anti Ucraina, è già stato oggetto di un'interrogazione parlamentare per la sua partecipazione, "paradossale" secondo il governo, a un evento ospitato dall'ambasciata italiana a Mosca".

Per Barelli, inoltre, è "sconcertante il supporto all'iniziativa, palesemente anti ucraina e a favore della brutale e illegittima invasione russa dell'Ucraina, da parte di Unindustria e della Uil, i cui nomi campeggiano in fondo al manifesto della proiezione a Viterbo".

Il manifesto sulla proiezione del film Il testimone a Viterbo

"Il testimone" racconta la storia di un violinista belga che si trova in Ucraina per un concerto nel febbraio del 2022, proprio all'inizio dell'invasione russa. Ma invece che assistere ai massacri dell'esercito russo come documentato dai racconti di guerra, assiste a "crimini inumani e sanguinarie provocazioni" da parte dei soldati ucraini, che sono presentati come figure macchiettistiche tra chi legge il Mein Kampf di Adolf Hitler, chi ha una t-shirt in cui è raffigurato sempre Hitler e chi si droga. "Nella vergognosa e falsa proiezione - sottolinea Barelli - i soldati ucraini sono presentati come neonazisti efferati che massacrano con crudeltà il loro stesso popolo, torturando gli uomini e stuprando le donne: è questa la tesi della propaganda russa sui crimini commessi dall'esercito russo nella guerra in Ucraina. Addirittura, nella versione proiettata nei cinema russi, alla fine del film appare una scritta che informa lo spettatore che le atrocità a Bucha, a Mariupol e in altre città dell'Ucraina sarebbero state commesse dal regime ucraino per gettare discredito sull'esercito russo agli occhi del mondo".

Per tutte queste ragioni, da Barelli arriva l'"appello a boicottare la propaganda filorussa nel nostro comune e nel nostro paese. Sia raccolto - conclude - da tutte le forze politiche locali e nazionali. Da Viterbo si levi, ancora una volta, un forte grido di sostegno al popolo ucraino per un'Ucraina libera ed europea contro la brutale e illegale occupazione russa".

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