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Martedì, 27 Febbraio 2024
FLUSSI MIGRATORI

Mille migranti in arrivo entro ottobre, Frontini batte i pugni: “Redistribuirli in tutta la provincia”

La prima cittadina chiede agli altri comuni di farsi carico dell’accoglienza e non lasciare solo il capoluogo

Entro il mese di ottobre, nella Tuscia approderanno mille migranti in totale. Attualmente, quelli già presenti sul territorio sono oltre 800, ma 380 sono attesi tra agosto ed ottobre. Un numero enorme per una provincia di 317mila abitanti, chiamata ad uno sforzo doloroso in termini di strutture e di personale. I locali adeguati all’accoglienza infatti scarseggiano, con la Prefettura scesa in campo per trovarne quanti più possibile stipulando contratti con i soggetti convenzionati, ed i volontari pure sembrano essere terminati. Le carenze, in particolare, si registrano a Viterbo, che sarà il comune a cui spetteranno più migranti secondo la logica proporzionale.

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Tuttavia, in questi giorni di attesa per gli arrivi, a Palazzo dei Priori si sono resi conto che le difficoltà nel reperire strutture e personale potrebbero non essere risolte per tempo dalla Prefettura e, per questo, il sindaco Chiara Frontini e l’assessore ai Servizi sociali Patrizia Notaristefano si starebbero attivando per chiedere una redistribuzione equa su tutta la provincia. Questo nonostante i piccoli comuni si attendessero che il capoluogo facesse per l’ennesima volta da parafulmine. La giunta civica, stavolta, sembra decisa invece a battere i pugni e non è da escludere l’istituzione di un tavolo permanente con la Provincia, governata da Alessandro Romoli, la Prefettura e la Questura. 

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La presa di posizione di Frontini bada più che altro al futuro, visto che gli sbarchi non termineranno di certo ad ottobre. Anzi, le ondate proseguiranno quasi certamente ad oltranza, anche perché le Ong e la Guardia Costiera, approdando al porto di Civitavecchia, accelerano il processo di redistribuzione sul vicino territorio della Tuscia. Nessun comune deve sottrarsi all’impegno, questo, in sintesi, il messaggio. Altrimenti, il sistema accoglienza del Viterbese rischierà di implodere, con tutto quel che ne conseguirebbe. In particolare, Tarquinia, Montefiascone e Vetralla sono i paesi chiamati a raccogliere l’appello. Via via, in ordine di grandezza e sempre secondo il principio proporzionale, anche tutti gli altri. Da vedere se le istanze del Comune di Viterbo saranno accolte.

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