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Domenica, 14 Aprile 2024
VENERDÌ SANTO / Centro Storico

Viterbo rivive la passione di Cristo, il vescovo Piazza: "Il dolore si affronta solo con l'amore" | FOTO

Processione del Cristo morto per le vie del centro storico e rappresentazione della crocifissione in piazza San Lorenzo

"La passione del Signore attraversa tutte le tribolazioni che viviamo: solitudine, amarezza, difficoltà, prostrazione interiore". Il vescovo Orazio Francesco Piazza dal sagrato della chiesa di Santa Maria Nuova, detta del Gonfalone, prima della processione del Cristo morto per le vie del centro storico di Viterbo. Piazza chiede "la pace nel mondo. Solo l'amore - dice - trasforma il dolore. Il Signore faccia rinsavire chi ci governa. Che trovino vie di pace, perché l'umanità ha bisogno di pace per poter camminare anche nelle difficoltà ordinarie". Poi l'invito a "portare nel cuore gli ammalati, chi è segnato da dolore e sofferenza" e chiede di "pregare anche per chi li assiste".

GALLERY | Scatti d'autore: processione Cristo morto e crocifissione a Viterbo

Processione del Cristo morto

È la sera del venerdì santo. Il giorno della passione, della devozione che scende in strada per rappresentare il doloroso percorso di Cristo sul Golgota. Per le vie del centro storico c'è silenzio e compostezza. Alla luce delle fiaccole e al suono della marcia funebre, credenti e confraternite sfilano in preghiera per seguire l'urna con il Cristo morto e il simulacro dell'Addolorata, portati a spalla dalla Confraternita del Gonfalone e dagli Araldi della Madonna del Carmelo. La processione esce dalla chiesa del Gonfalone e inizia il cammino che si conclude con la crocifissione e la funzione dell'agonia in piazza San Lorenzo, dove sono stati collocati anche dieci pannelli che raffigurano la passione di Gesù realizzati da artisti locali.

Il messaggio del vescovo

Sul sagrato della cattedrale il messaggio del vescovo Orazio Francesco Piazza. "È solo insieme che si affronta la vita, con le sue urgenze ed emergenze. Riscopriamo il senso di comunità e appartenenza, il sentirci parte integrante e corresponsabile della società. Il nostro territorio ha bisogno di ognuno di noi. Siamo un dono prezioso che non può allontanarsi dal corpo sociale. Siamo corresponsabili, uno dell'altro, ritrovando il rispetto per i valori fondamentali del vivere per affrontare la fatica del vivere. Reciprocità e mutualità, dove l'altro non riesce interveniamo per sostenare. La frammentazione genera malessere e complica ancor di più la vita. Siamo vigilanti, svegliamoci dal torpore che spesso ci accompagna. Davanti a sofferenza, dolore, fatica e difficoltà è difficile rimanere nel teropore e ognuno di noi ha bisogno di trovare l'occhio benevolo di chi ci è vicino. Abbiamo bisogno di parola di incoraggiamento e di speranza, perché il dolore può essere affrontato solo con l'amore".

GALLERY | Processione Cristo morto e rappresentazione crocifissione a Viterbo 2024

Rappresentazione della crociffissione

Palazzo dei Papi si tinge di rosso: il colore della sofferenza, del sangue e del dolore. Davanti al duomo la lettura del Vangelo, della passione di Cristo. Il buio e lo squillo delle chiarine. L'arresto, il processo e la condanna a morte. Il rimbombo dei tamburi e il passo calzante dei soldati che scortano Gesù fino al luogo del supplizio. Cristo viene issato sulla folla, crocifisso tra due ladroni. È nudo, coperto di un solo panno. Piange. Poi il fianco trafitto da una lancia. Muore. Il capo cade penzoloni sul corpo. Tuoni e fulmini squarciano il silenzio. Esanime, viene adagiato su un baldacchino. Si celebra il funerale. Dietro c'è Maria, vestita di nero e addolorata. Abbraccia il corpo del figlio, piange e si dispera dilaniata dal dolore.

Oltre 100 figuranti

Prima della rappresentazione della crocifissione la processione del Cristo morto che, partita dalla chiesa del Gonfalone, ha percorso via Cardinal La Fontaine e delle Fabbriche, piazza Fontana Grande, via Cavour, piazza del Comune, via San Lorenzo per poi arrivare al duomo. All'ombra di palazzo dei Papi oltre 100 figuranti della parrocchia dei Santi Valentino e Ilario di Villanova, con costumi fedelmente ricostruiti, hanno messo in scena una rappresentazione toccante e dalla grande carica drammatica, con la collaborazione della parrocchia di Santa Barbara. Una rappresentazione struggente, commovente ed emozionante. Non solo con costumi ricercati, ma pure con luci avvolgenti e musiche emozionanti. Presente anche la sindaca Chiara Frontini.

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