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BOMBA O NON BOMBA

I viterbesi che se ne fregano della bomba e vogliono restare a casa il 7 maggio: "Venissero a prenderci"

Sui social sempre più cittadini, evidentemente non intimoriti dalla possibilità che possa verificarsi una tragedia, si dichiarano riluttanti all'idea di evacuare. Ecco cosa rischiano

“Bomba o non bomba”, cantava Antonello Venditti. Una canzone che racconta un periodo, quello degli anni di piombo, attraverso la storia di un tour contornato da bizzarri incontri e da fatti di cronaca sulla strada verso Roma, il centro d’Italia. E bomba o non bomba, ci sono sempre più viterbesi che si mostrano riluttanti all’idea di dover lasciare le proprie case il prossimo 7 maggio, giorno in cui l’ordigno bellico rinvenuto in via De Gasperi sarà disinnescato e rimosso.

Un fenomeno sociale assai particolare, che denota l’assoluto menefreghismo verso la possibilità che qualcosa possa andare storto e si verifichi una tragedia. D’altro canto, la giustificazione più assennata che alimenta la voglia di rimanere in casa nonostante ci sia il rischio di un’esplosione è quella di evitare possibili sciacallaggi nelle dimore che saranno lasciate vuote. Già, perché questo, raccontano le cronache di anni fa, accadde nel 2007, quando una bomba venne trovata nel quartiere di Santa Lucia e gli abitanti nel raggio di 2 chilometri furono costretti all’evacuazione. In quella circostanza si verificarono episodi di sciacallaggio, con furti nelle abitazioni.

“Ma se il 7 maggio dovessi rimanere in casa? Cosa fanno, vanno civico per civico in tutta Viterbo a verificare?”. Questa la domanda più frequente in cui ci si può imbattere in alcuni gruppi social della città. Ovviamente non ci saranno rastrellamenti da parte delle autorità, ma chi resta a casa rischia un’ammenda che può variare dai 200 ai 2mila euro. Oltre a rischiare la propria pelle nella malaugurata ipotesi in cui la bomba dovesse brillare durante le operazioni e non nel luogo individuato per l’esplosione controllata.

C’è chi vuol restare a casa per evitare furti, ma anche chi si dice pronto a farlo per l’impossibilità di portare con sé i propri animali domestici. Per questo il Comune metterà a disposizione un’area nella quale poter lasciare cani, gatti e tutti gli altri “pets”. C’è poi chi non vuole evacuare perché non ha compreso come sarà comunicato il cessato allarme alla popolazione. E, su questo, il Comune ci sta ancora lavorando, anche se pare sarà data una comunicazione tramite i canali istituzionali dell’ente (anche se l’orario delle operazioni è fissato dalle 9 alle 18). Difficile che possa essere utilizzata l’app It-Alert, provata regione per regione nei mesi scorsi.

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