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Martedì, 21 Maggio 2024
L'INTERROGATORIO

Abusi e botte sulla sorella, il 27enne nega tutto: "Mai toccata né alzato le mani". Chiesta la scarcerazione

Interrogatorio di garanzia per il giovane viterbese arrestato per violenza sessuale e maltrattamenti

"Non ho mai abusato né alzato le mani su mia sorella". Il 27enne accusato di violenza sessuale e maltrattamenti sulla sorella appena maggiorenne nega tutto davanti alla gip Rita Cialoni, davanti alla quale ieri è comparso per l'interrogatorio di garanzia che si è tenuto nel carcere di Mammagialla dove è recluso da martedì.

"Controllavo mia sorella - avrebbe detto il 27enne, nato a Viterbo -. È capitato anche che la riprendessi se rincasava tardi la sera o non rispondeva al telefono, ma maltrattamenti mai. L'ho sempre seguita, anche per via del fatto che nostro padre è spesso fuori per lavoro. L'ho aiutata, anche economicamente, a intraprendere corsi e attività professionali che avremmo anche potuto condividere". Alla domanda del giudice sugli abusi, invece, avrebbe risposto: "Posso solo dire che non è vero".

Circa quindici minuti di interrogatorio durante il quale il 27enne ha fornito la propria versione dei fatti e all'esito del quale il suo difensore, l'avvocato Remigio Sicilia, ha chiesto la revoca della custodia cautelare in carcere e la sostituzione con gli arresti domiciliari non sussistendo, secondo il legale, le esigenze per la detenzione a Mammagialla. La gip si è riservata.

Il 27enne è accusato di aver abusato della sorella con palpeggiamenti e strusciamenti sulle parti intime. Ma anche di averla presa a botte, schiaffi, calci e maleparole. I carabinieri, coordinati dalla pm Paola Conti, hanno ricostruito diversi episodi di violenza sessuale e maltrattamenti: sarebbero stati ripetuti nel tempo, sarebbero andati avanti per mesi e mesi e sarebbero avvenuti nella casa dove i due fratelli vivevano con il padre.

I fatti, che sarebbero avvenuti in un comune dei Cimini (di cui non rendiamo noto il nome per tutelare la vittima, stessa ragione per la quale non forniamo ulteriori particolari sulla situazione familiare dei due fratelli), sono emersi dopo la ragazza, quest'estate, ha trovato il coraggio di rivolgersi a uno dei centri antiviolenza della provincia. Lei oggi si trova in un luogo protetto lontano dai confini viterbesi. Lui, invece, era già noto alle forze dell'ordine, soprattutto per precedenti per droga, e aveva l'obbligo di dimora nel comune di residenza.

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