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L'ULTIMO VOLO / Vejano

Ultraleggero precipitato, la disperazione del nipote di Cammarata: "Stava sempre tra le nuvole, come faremo senza di lui?"

Il dolore di famiglie, amici e colleghi delle due vittime della tragedia di Vejano. Il ricordo di Pecora: "Era un brillante ricercatore". La procura ha aperto un fascicolo di indagine: rilievi sul rottame e sull'area dell'incidente posti sotto sequestro

Distrutti e disperati. Lo sono le famiglie, gli amici, i colleghi di Giosuè Cammarata e Alessandro Pecora, morti dopo essersi schiantati con l'ultraleggero su cui erano a bordo precipitato sabato in una zona impervia nelle campagne di Vejano. Di 59 e 62 anni, erano rispettivamente imprenditore edile e ricercatore del Cnr. Due mondi distanti l'uno dall'altro, ma ad accumunare questi due romani c'era la passione per il volo e per le gite fuori porta su quei piccoli velivoli da cui ammirare panorami mozzafiato.

La passione per il volo

Dei due, Cammarata era certamente il più navigato. Marito e padre di due ragazzi di 12 e 15 anni, da circa tre anni aveva un bimotore della Tecnam basato all'aviosuperficie di Fiano Romano. Pecora, invece, aveva meno esperienza. Nemmeno un anno fa il "primo volo da solo". Era il 19 aprile 2023. Una giornata memorabile, da immortalare con un video poi pubblicato come ricordo sui social. Tra fine settembre e inizio ottobre l'abilitazione all'aviosuperficie Fly Roma alle porte della Capitale, ottenuta dopo ore e ore di corsi e lezioni pratiche. Poi l'acquisto, solo un paio di settimane fa, di quel P92 su cui sabato 2 marzo si è consumata la tragedia.

Il ricordo di Cammarata e Pecora

Pierluigi è il nipote di Cammarata. "Sto impazzendo, come farò senza di lui?", si chiede dilaniato dal dolore. Per lui Giosuè ("Così l'ho sempre chiamato", dice) era più di uno zio. "Siamo cresciuti come fratelli - sottolinea -, sempre in simbiosi. Il volo un po' ci ha allontanato perché stava sempre tra le nuvole, dove ora resterà in eterno senza fare ritorno tra i suoi cari. Aveva questa passione, che ci ha portato via per sempre il nostro amato Giosuè". L'amica Lidia, invece, lo ricorda per il suo sorriso. "Non si può dimenticare - afferma -. Giosuè se ne è andato via all'improvviso. Senza salutare nessuno, neppure chi gli stava più a cuore. Che dolore. Il cielo lo ha voluto tutto per sé".

Anche Pecora viene ricordato per il suo sorriso gentile. "Accoglieva sempre con il sorriso", evidenzia la collega Francesca che faceva parte del suo team al Cnr. "È stato la nostra guida - spiega -. La notizia della sua morte ci ha completamente travolti e per noi non sarà più la stessa cosa. Io sono stata sveglia tutta la notte. È una grandissima perdita non solo per il nostro gruppo, che ha perso anche un grande amico, ma per tutto l'istituto. Sarà sempre il nostro amico, rimarrà sempre con noi. Era una persona che si preoccupava del bene di tutti, con un grande amore verso il Cnr".

Al Consiglio nazionale delle ricerche Pecora lavorava da 34 anni. Dal 1990, stesso anno in cui si è laureato in fisica all'università La Sapienza. Un curriculum di tutto rispetto il suo: tra il 2014 e il 2015 è stato anche esperto scientifico al ministero degli Esteri. Al Cnr ne parlano tutti come "un ricercatore e innovatore brillante, una persona perbene, educata, disponibile, un amico grande".

Le indagini

Sulla tragedia la procura di Viterbo ha aperto un fascicolo di indagine per capire se le cause siano riconducibili a errori umani o ad anomalie tecniche. Ieri il sopralluogo del magistrato inquirente e dei carabinieri sul luogo dello schianto, delimitato con del nastro bianco e rosso e posto sotto sequestro come il rottame dell'ultraleggero, per i rilievi tecnici. Già oggi, invece, il pm potrebbe decidere se disporre l'autopsia sui corpi di Cammarata e Pecora che sono a disposizione dell'autorità giudiziaria.

Il decollo e lo schianto

L'incidente è avvenuto poco dopo il decollo dall'aviosuperficie Alituscia di Vejano, dove il velivolo partito da Fiano Romano intorno alle 13,30 di sabato è atterrato un ventina di minuti dopo. Una sosta di circa un'ora per il pranzo, poi la ripartenza. Lo schianto pochi secondi dopo, a circa un chilometro e mezzo dall'Alituscia. A notare l'ultraleggero accartocciato su se stesso sarebbe stato, un'oretta dopo, un altro aereo alzatosi in volo sempre dall'aviosuperficie di Vejano ed è stato lanciato l'allarme.

I soccorsi sono scattati intorno alle 15,45. "Sono stati tempestivi - riporta la sindaca Teresa Pasquali - ma purtroppo vani". Il personale sanitario del 118, che è dovuto intervenire in elicottero, avrebbe trovato Pecora già senza vita, mentre Cammarata è morto poco dopo a causa delle gravissime ferite e lesioni riportate. Il suo corpo era rimasto incastrato tra le lamiere ed è stato liberato dai vigili del fuoco. "Gli accertamenti dovuti seguiranno - aggiunge la sindaca Pasquali - per avere contezza della dinamica e delle cause della precipitazione del velivolo. Adesso è il momento del lutto e del riserbo, a cui Vejano si associa".

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