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Forza Italia, Marini si sfila. Finisce un'era? La diaspora verso FdI è possibile

I berluscones incoronano Alessandro Romoli come nuovo leader, ma l'assenza di Giulio Marini segna la festa di partito

È un bivio storico per Forza Italia, il partito che per quasi trent’anni ha segnato le sorti politiche della Tuscia. Dal post-Tangentopoli i berlusconiani hanno amministrato quasi tutti i comuni della provincia, poi, con il calo di consensi, gli equilibri nella coalizione si sono spostati verso destra e adesso cercano una nuova vita.

Sabato, alle Terme Salus, il congresso provinciale ha incoronato per acclamazione Alessandro Romoli come nuovo leader, considerandolo come la guida forte di cui FI ha bisogno in un momento importante con diversi appuntamenti elettorali alla finestra. Tuttavia, la festa è stata in qualche modo segnata da un’assenza pesantissima, molto rumorosa. Giulio Marini, icona del partito, non ha partecipato alla convention. E i perché potrebbero essere diversi.

Marini, che per Forza Italia ha ricoperto praticamente tutti gli incarichi possibili, da quello di sindaco a quello di parlamentare, nel 2022 non è riuscito a centrare la rielezione in consiglio comunale. Sebbene sia il primo dei non eletti, dopo quasi un trentennio “il Divo” Giulio ha dovuto rinunciare ad un posto in sala d’Ercole. Nonostante la delusione, c’è stato un altro tentativo alle regionali ma, anche qui, la fortuna non lo ha assistito. E così per lui, si è aperta una seconda strada, quella dell’uomo di partito a tutti gli effetti, lontano dalla stanza dei bottoni. Un nuovo impiego durato fino allo scorso 12 gennaio, quando si è dimesso da commissario comunale di FI. “In vista del congresso provinciale reputo opportuno rassegnare le dimissioni dall’incarico assegnatomi, in quanto ritengo che il prossimo congresso debba essere libero di perseguire le proprie scelte senza tenere conto degli impegni del passato”. Parole enigmatiche, tanto quanto quelle scritte il giorno prima dell’evento alle Terme Salus: “Del doman non v’è certezza”, a corredo di una sua foto ai festeggiamenti romani per il trentennale del partito.

La sua assenza, di certo, non è passata inosservata, con diversi esponenti locali che l’hanno notata eccome. Marini non parla apertamente di addio, dichiara di essere impegnato in delle valutazioni. Evidentemente, le sue riflessioni dipendono dal rapporto non proprio idilliaco con Romoli, che ora intende guidare Forza Italia verso le provinciali, le europee ma soprattutto le amministrative che si svolgeranno in 25 comuni della Tuscia. E chissà, a questo punto, dove la nuova Forza Italia andrà a parare, se verso destra o verso il Pd e Chiara Frontini. Il problema, però, è che, nonostante la prova di forza di Romoli, Marini ha una sua corrente all’interno dei berluscones.

I mariniani, che sono una fazione minoritaria, potrebbero anche decidere di abbandonare il partito. È una possibilità, come rivela a ViterboToday un esponente del litorale: “Sicuramente un addio di Giulio Marini porterà delle conseguenze, perché è normale che quando si apre un nuovo corso bisogna anche fare delle analisi. Ognuno farà le sue”. E quale potrebbe essere la nuova casa degli esuli? Su questo l’iscritto, ex amministratore comunale, non ha dubbi: “Se il partito preferisse guardare a sinistra, ci sono tante persone che non condividerebbero. Non solo gli elettori. La collocazione di Forza Italia è nel centrodestra”. E, in questo momento, il principale gruppo della coalizione, Fratelli d’Italia, è intento ad assicurarsi nuovi innesti. I meloniani potrebbero anche decidere di aprire le proprie porte ad eventuali dissidenti forzisti.

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