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Mercoledì, 17 Aprile 2024
PICCHIATO E RAPINATO / Caprarola

Giovane carabiniere pestato in discoteca, chiuso il cerchio sugli aggressori: hanno provato a farlo passare per stupratore

Arrestato dalla polizia con un mandato di cattura europeo anche il terzo componente del gruppo: era latitante in Lussemburgo

Giovane carabiniere aggredito e rapinato in discoteca a Caprarola, arrestato anche il terzo componente del gruppo. Si tratta di un 20enne lituano latitante in Lussemburgo. Il ragazzo, emessa dal gip l'ordinanza di custodia cautelare, "si trovava all'estero e, messo a conoscenza del procedimento a suo carico, ha deciso di non rientrare in Italia". Lo ricostruisce la questura di Viterbo, i cui agenti hanno indagato sull'episodio.

Il fatto

È la notte tra il 28 e il 29 gennaio 2023 quando il militare, 22 anni, allievo maresciallo dell'Arma, è vittima di una violenta aggressione, finalizzata - come emerso dalle indagini - alla sottrazione di portafoglio e telefono, durante una serata in una discoteca di Caprarola. Il giovane carabiniere è finito in ospedale, con la frattura del naso e la rottura di due denti: quaranta i giorni di prognosi.

La "scusa" dello stupro

Il militare, stando a quanto ricostruito, aveva conosciuto nel locale una ragazza minorenne con cui ha scambiato anche effusioni amorose, "scoperte" dall'ex fidanzato della giovane che, di tutta risposta, ha aggredito il carabiniere insieme ai suoi amici. Notato il tesserino dell'Arma, l'aggressore ha iniziato a chiedere ripetutamente alla ex: "Ti ha stuprata?". Il suo tentativo sarebbe stato quello di far passare l'episodio come una spedizione punitiva in difesa della minore.

Le indagini

A condurre le indagini sono stati i poliziotti della squadra mobile che, visionate le registrazioni delle telecamere di sorveglianza del locale e ascoltati i testimoni, hanno escluso l'ipotesi della violenza sessuale. Analizzati anche gli smartphone degli indagati e della stessa ragazza. Nelle conversazioni gli agenti avrebbero trovato commenti sul brutale pestaggio con affermazioni di esultanza per aver picchiato un appartenente alle forze dell'ordine. 

Ultimo arresto in Lussemburgo

All'esito delle indagini, il gip del tribunale di Viterbo ha emesso tre ordinanze di custodia cautelare per rapina e lesioni aggravate in concorso. Due sono state eseguite dai poliziotti della squadra mobile il 13 giugno scorso a Manziana (Roma), nei confronti di due 20enni finiti agli arresti domiciliari. Per il terzo indagato, invece, la procura ha chiesto e ottenuto il mandato di arresto europeo. Nei giorni scorsi il "latitante" è stato raggiunto dagli agenti del servizio per la cooperazione internazionale di polizia del dipartimento della pubblica sicurezza e dalla polizia del Lussemburgo, dove si trovava, ed è stato arrestato.

Il rientro in Italia

Il 20enne è stato trasferito in Italia dove è arrivato con un volo diretto all'aeroporto di Bologna. Lì ad attenderlo c'erano gli agenti della squadra mobile di Viterbo e della polizia di frontiera aerea che lo hanno portato a Monterotondo (Roma) dove ora si trova ai domiciliari a disposizione dell'autorità giudiziaria.

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