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IL DIBATTITO / Tarquinia

Trasversale, il tracciato verde torna a far discutere: "Distrugge la valle del Mignone"

L'associazione Italia nostra boccia questa alternativa progettuale per il completamento del tratto Tarquinia-Civitavecchia. La commissaria Ilaria Coppa nell'ultimo incontro del dibattito pubblico: "Ecco perché ho dovuto ricontemplare questo tracciato"

"Trasversale, la valle del Mignone rischia di essere distrutta con il tracciato verde di nuovo in ballo". Lo afferma la sezione Etruria di Italia nostra, concentrandosi su una delle alterative progettuali (il tracciato verde, appunto) oggetto del dibattito pubblico sul completamento dell'ultimo tratto della strada statale 675, quello tra Tarquinia e Civitavecchia.

Trasversale, 4 alternative di tracciato per la tratta Tarquinia-Civitavecchia: quali sono e i costi (fino a 900 milioni di euro)

"Abbiamo appreso con stupore - afferma la onlus - che Anas ha inserito nuovamente tra le alternative progettuali il tracciato verde, quello che distruggerebbe definitivamente la valle del Mignone. Nonostante la sentenza del Tar che nel 2021 annullava “il provvedimento di compatibilità ambientale del progetto preliminare, tracciato verde, della strada statale 675 Umbro-Laziale, asse Orte-Civitavecchia, tratta Monte Romano est – Ss 1 Aurelia".

Italia nostra riassume così il provvedimento, ricordando che "è stato emesso dopo una sentenza interpretativa richiesta dal Tar del Lazio alla sesta sezione della Corte di giustizia della Unione europea del 16 luglio 2020": "L'interesse pubblico può essere perseguito anche seguendo un differente tracciato (tracciato viola), che è stato già approvato e ritenuto ambientalmente compatibile. Infatti la direttiva europea Habitat non ammette che il mero costo economico di tali misure possa essere determinante ai fini della scelta delle soluzioni alternative. Gli “imperativi motivi di interesse pubblico” giustificano la realizzazione di un'opera non assistita da valutazione ambientale favorevole, solo se non vi siano alternative possibili compatibili con l'ambiente. Nel caso di specie l'alternativa esisterebbe e sarebbe costituita dal “tracciato viola”".

Nella sentenza del Tar, inoltre, si legge: "Il “tracciato verde”, rispetto al “tracciato viola”, è più lungo di quasi il 20%, presenta tratti con pendenza massima più elevata, necessita della realizzazione di un nuovo svincolo con la A12, “aspetto non trattato nell'analisi multicriteri”, di nuova realizzazione e fortemente impattante. Inoltre presenta complessivamente il 62,6% in più di tratte in rilevato, il 47,5% in più di tratte in trincea e il 1333,6% in più di viadotti, “che sono di gran lunga le tratte di infrastrutture stradali di maggior impatto su flora, fauna e paesaggio”".

Sono anni che Italia nostra si batte contro il tracciato verde e in difesa della valle del Mignone. "Non vorremmo - afferma la onlus - tornare indietro di molti anni annullando tutte le evidenze dimostrate a sostegno della errata scelta della valle del Mignone per localizzare l'ultimo tratto dell'opera. Ma se necessario riprenderemo la nostra mobilitazione".

Intanto l'associazione, con la sua presidente Marzia Marzoli, ha partecipato al secondo incontro del dibattito pubblico affermando: "La valle del Mignone non è salva perché il tracciato verde è di nuovo in ballo". Poi, rivolgendosi ai presenti, ha aggiunto: "Così la valle del Mignone viene distrutta, l'avete capito sì?!". Ha replicato Ilaria Coppa, commissaria straordinaria per la Trasversale: "Evidentemente sì, altrimenti non avremmo proposto altre alternative".

Coppa ha poi spiegato: "Il Tar non ha bocciato il tracciato verde ma ha annullato le delibere approvative del verde. Con la sentenza del 5 ottobre 2021 dice che c'è stato un errore procedurale non essendo stata fatta adeguatamente la valutazione di incidenza ambientale, quindi bisogna riniziare da capo. Io, come commissario di governo, non posso che seguire i dettami di una sentenza e ho dovuto necessariamente ricontemplare il tracciato verde. Ora siamo in una fase antecedente alla valutazione di incidenza ambientale, dobbiamo decidere quale sia il tracciato che dovremmo sviluppare a livello progettuale, di valutazione di impatto e incidenza ambientale. Il dado non è tratto, ma stiamo raccogliendo osservazioni per arrivare a una soluzione il più possibile condivisa. Il mio obiettivo, quello di Anas e dello Stato è portare a termine un'opera per la quale sono stati investiti un sacco di miliardi di euro e di cui mancano 10 chilometri per concluderla".

Alternativa verde

Il tracciato si raccorda al primo stralcio dell’opera ed al km 1+500 è presente lo svincolo di Tarquinia in prossimità di Monte Romano per poi orientarsi verso Sud. Dopo lo svincolo il nuovo tratto stradale svolta verso sinistra, in direzione sud, con due viadotti tra il km 2 ed il km 3. Il nuovo tratto prosegue verso sud in scavo fino al km 4+800 per immettersi in una breve galleria artificiale (530 metri), superata la quale il tracciato inizia a svoltare verso ovest con un alternarsi di tratti e viadotti, seguendo un andamento ad S, terminando al km 13+900 circa in viadotto, con lo svincolo sull’A12. Dal km 6 al termine del nuovo tratta stradale sono presenti 4 viadotti. La lunghezza del nuovo tratto stradale è di circa 14 km. Applicando i costi parametrici Anas 2023 l’importo totale dei lavori è stato quantificato in circa 327 milioni di euro. L’importo totale di investimento è di circa 468 milioni di euro.

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