Domenica, 14 Luglio 2024
IL PROCESSO

"Nel video dello stupro i miei lamenti mentre vengo violentata": parlano le donne narcotizzate e abusate dal netturbino

Le vittime di Ubaldo Manuali ascoltate dai giudici: "Ci ha invitato a cena e offerto da bere, poi non ricordiamo più nulla". Dopo l'udienza il 59enne è finito in tv come comparsa in una fiction Rai

"Ci ha contattato sui social e durante le conversazioni si è fatto forza sulle nostre debolezze. Poi ci ha chiesto di incontrarci e dopo averci offerto da bere non ricordiamo più niente". Raccontano lo stesso schema le prime due vittime di Ubaldo Manuali che hanno sfilato davanti ai giudici del tribunale di Viterbo. Il 59enne romano, netturbino di Riano, è a processo per violenza sessuale plurima. Secondo l'accusa dopo aver adescato le sue vittime le ha narcotizzate e, mentre erano incoscienti e inermi per i sonniferi presi a loro insaputa, le ha stuprate, fotografate e filmate. Immagini, che Manuali avrebbe inviato anche ad amici, ritenute dal pm Michele Adragna prova regina degli abusi. Ma a incastrare il netturbino ci sarebbero anche tracce biologiche, in particolare liquido seminale.

Parla la vittima di Roma

La prima vittima a parlare al collegio dei giudici presieduto da Daniela Rispoli è stata la 49enne romana che ha fatto scattare le indagini della polizia sfociate nell'arresto di Manuali. Il 15 gennaio 2023 è la data che segna la vita della donna. "Da quel giorno è cambiata - afferma -, soffro di attacchi di panico e vengo seguita da uno psicologo e da un centro antiviolenza. Quella sera lui è venuto a cena a casa mia, dopo aver insistito a lungo. Mi ha detto di brindare, così ho dato un paio di sorsate ma dalla seconda non ricordo più nulla. Mi sono svegliata verso le 4/4,30 e stavo male. Ho provato ad alzarmi ma non riuscivo a stare in piedi e sono ricrollata. Un'oretta dopo ho avvertito un peso addosso e una mano sulla faccia. Era lui. Aveva la cintura sbottonata e il letto era tutto sfatto. Gli ho detto: "Brutto schifoso, che ci fai sdraiato qui?". Mi ha risposto che mi ero sentita male e che non se l'era sentita di lasciarmi sola. Poi se ne è andato. Io da che ero vestita con jeans e maglietta mi sono ritrovata in pigiama e senza il reggiseno".

Qualche ora dopo la donna va al pronto soccorso. "In ospedale - riporta - hanno trovato tracce di benzodiazepine nel sangue e hanno chiamato la polizia". Gli agenti avviano le indagini e trovano foto della 49enne nel cellulare di Manuali. "Le ha scattate quella sera a mia insaputa", dice lei. Dopo qualche giorno la donna si fa visitare una seconda volta. "Avevo notato dei lividi nell'interno coscia", spiega. E davanti ai giudici ricostruisce un altro episodio, antecedente a quello del 15 gennaio. "Manuali mi ha portato a cena fuori e mentre stavamo parlando ho notato che faceva dei movimenti ambigui con la mano, come se si stesse masturbando. Io sono sicura che si stesse masturbando. Anche perché poco dopo è andato in bagno ed è tornato con la cerniera lampo tutta abbassata".

Alle due cene si aggiungono anche tre aperitivi. "Tutto in tre anni di conoscenza, prevalentemente via social - sottolinea la 49enne -. A me lui non è mai interessato. A differenza sua che cercava una storia, anche morbosamente. Tra di noi non c'è mai stato nulla, nemmeno un bacio. Il suo viso, i suoi occhi non mi sono mai piaciuti. Però si poneva in maniera carina, gentile e premurosa. Pensavo fosse una persona perbene, invece mi sono sbagliata".

Il racconto della donna di Frosinone

Un mese prima nella "trappola di Manuali", come lei stessa la definisce, finisce un'altra donna: una 48enne di Alatri, in provincia di Frosinone. "Mi ha fatto perdere la mia dignità di donna - dice tra le lacrime ai giudici -. Vorrei sapere quante volte ha abusato di me quella sera. Se non fosse stato per la polizia, non avrei mai saputo di aver subito violenza sessuale". Gli agenti del commissariato della Capitale che avevano avviato le indagini dopo la denuncia della 49enne romana, infatti, convocano la frusinate e le mostrano foto e video che la riguardano estrapolati dal cellulare di Manuali. "Avevo la parte inferiore completamente nuda - riporta la 48enne -. Nel filmato, che sono riuscita a vedere solo dopo 5 ore perché mi sono sentita male e piangevo a dirotto, si sentono i miei lamenti, che non riesco più a togliermi dalla testa e che mi porterò fino alla morte, e si susseguono i movimenti di Manuali. Quel filmino l'ha anche mandato in giro, e mi fa rabbia".

I due si conoscono sui social, dove si scambiano qualche messaggio, e il 10 dicembre 2022 si incontrano a Roma. "Alla stazione Termini - racconta la donna -. Mi ha accompagnata a fare shopping, siamo stati a cena insieme e poi mi ha invitato a casa sua a Riano. Mi ha dato qualcosa da bere e da lì non ricordo più niente. Il pomeriggio del giorno dopo mi sono ritrovata di nuovo alla stazione, con lui che mi ha detto che ero talmente stressata e scombussolata da essermi addormentata. Mi sentivo ancora un po' insonnolita, mi sono chiesta come avessi fatto a dormire così tanto tempo e mi sono anche vergognata. Il giorno dopo ancora ho iniziato a farmi delle domande, che hanno trovato risposta solo dopo che la polizia mi ha informato. Da allora la mia vita è cambiata completamente e si è riempita di problemi".

La prossima udienza

Le due donne, che hanno parlato davanti ai giudici per tre ore anche alla presenza dello stesso Manuali, si sono costituite parte civile insieme a una terza vittima. Quest'ultima, di Capranica, sarà sentita alla prossima udienza del 12 marzo. Lei è la prima vittima accertata del netturbino e, come la 48enne ciociara, ha scoperto gli abusi dal video mostrato dalla polizia.

La comparsata nella fiction Rai

Ubaldo Manuali (al centro) nella fiction Rai su Mameli

Poche ore dopo l'udienza in tribunale, la faccia di Manuali, che lui si vanta assomigliare a quella dell'attore Keanu Reeves, è apparsa sul piccolo schermo per una fugace comparsata nella fiction di Rai 1 su Goffredo Mameli: le telecamere lo hanno ripreso in fotogrammi di pochissimi secondi. Il netturbino ha sempre avuto il pallino per la notorietà. Sui social, dove avrebbe abbordato le sue vittime, si mostrava piacione e belloccio tra una foto o un video in palestra o mentre fa sport, al mare o in piscina a torso nudo, in sella a moto e cavalli, con religiosi e volti noti dello spettacolo, davanti a una telecamera a fare la comparsa, durante cene e serate con gli amici.

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